Esistono diverse tipologie di aste on-line, ecco quali.

Le diverse tipologie di aste on-line su I-dome

 

La prima possibile distinzione riguarda le figure coinvolte nella contrattazione.

Oltre alle modalità di contrattazione Business-to-Business, dove sono le aziende a porre all’asta beni o servizi e altri soggetti imprenditoriali ad acquistarli, e Business-to-Consumer, situazione nella quale è un utente finale a trattare la proposta di un’azienda, possiamo identificare altre due tipologie di aste:

  • Consumer-to-Business: in questo caso, paradossalmente, il rapporto di forza tra offerta e domanda è ribaltato. È l’utente finale a porre un’offerta che viene trattata da un’utenza aziendale. Anche se la recente crisi del settore IT mondiale ha raffreddato la richiesta di manodopera specializzata (tecnici informatici con esperienza e competenza di livello elevato, per esempio), rimangono settori ad alta tecnologia in cui lo skill-shortage si fa ancora sentire pesantemente ed influisce notevolmente sui piani di crescita delle aziende. In questo campo è plausibile che i pochi tecnici di alta qualità in circolazione possano mettere a disposizione le proprie competenze al miglior offerente. Perché non una vera e propria asta? Altri esempi si possono trovare nella vendita, da parte di singoli, di brevetti o licenze specifiche necessarie ad aziende di settori di nicchia.
  • Consumer-to-Consumer: questa è la modalità d’asta più nota in cui un utente finale vende ad un altro utente finale. Viene trattato ogni sorta di bene, dai componenti elettronici al software (queste due le categorie di oggetti che rappresentarono la merce tipica delle aste nella fase di avvio di queste esperienze), ma anche libri di alto valore e mobili antichi così come cianfrusaglia.

 

Il secondo tipo di classificazione è legato alle modalità di accesso all’offerta.

Le cosiddette “Aste tradizionali”, quelle caratterizzate dalla presenza di una base d’asta e da rilanci a crescere, sono ancora il fenomeno più diffuso su Internet. A contenderne il favore dei consumatori, si stanno affermando modelli di aste dette “Comparison Shopping” o “Aste inverse”, in cui, una volta osservato il bene, il partecipante deve indicare il livello di prezzo minimo e massimo che è disposto a spendere mentre è il venditore a fissare un prezzo in base alle informazioni sullo stato delle offerte.

Le cosiddette “aste inverse senza vincoli” sono un’estremizzazione di questo modello: non esistono barriere alla contrattazione che solitamente è serrata e continua.

Ricadono infine nel mondo del Business-to-Consumer i modelli di “Group Buying”, versione on-line dei gruppi d’acquisto. In questo caso i partecipanti all’asta si associano e cercano di ottenere prezzi migliori da società fornitrici di beni o servizi acquistando lotti di grande quantità, per poi suddividere quanto ottenuto in funzione delle quote preventivamente decise.

 

di Chiara Persichitti – Content Management B2Biscom