Realizzare siti pubblici

Gli enti pubblici hanno esigenze specifiche:

  • necessità di avere siti web utilizzabili da tutti i cittadini indiscriminatamente
  • importanza di farsi capire da tutti curando la scrittura e la “leggibilità” dei testi che pubblicano
  • necessità di progetti gestibili anche da personale non fortemente specializzato
  • budget limitati da destinare alla comunicazione web

Devono, inoltre, attenersi a leggi precise, come la “Legge Stanca” che ha introdotto l’obbligo per la PA di dotarsi di siti web “accessibili” a tutti i cittadini senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive particolari. Devono essere siti di informazione e di servizio, non siti-vetrina autoreferenziali. Ecco perché è necessario che questi siti siano realizzati da professionisti con specifiche competenze.


La comunicazione pubblica on-line avvicina P.A. e cittadino

La comunicazione pubblica on-line permette di assolvere a funzioni di informazione “classica” sui servizi offerti, di fornire notizie in tempo reale, garantire sempre maggiore trasparenza amministrativa, ma soprattutto costruire una relazione di fiducia per ascoltare e monitorare il livello di soddisfazione degli utenti. Con il web 2.0, inoltre, dialogo e partecipazione attiva sono principi che trovano sempre maggiore applicazione. Questa è la strada da seguire; lo ribadiscono sia la “Carta europea per i diritti del cittadino nella Società dell’informazione e della conoscenza”, sia il nostro Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, con le “Linee guida per i siti web della PA” e con il vademecum “Pubblica Amministrazione e social media”.


Essere social non è (ancora) un obbligo

I social media sono per una P.A. dei canali di broadcasting ad alto potenziale di audience, di semplice utilizzo, molto diffusi tra i cittadini ed estremamente economici. Fare del web 2.0 è alla portata di tutti, ma fare del Web 2.0 nella Pubblica Amministrazione è ancora una sfida: non basta aprire una pagina Facebook o un canale Youtube per usare in modo efficace i nuovi strumenti.

E’ importante definire molto chiaramente gli obiettivi e la strategia d’uso degli strumenti social. Scontato? Non proprio. Proprio perché aprire uno spazio web è molto facile, si rischia di farlo senza valutare a fondo gli impatti dell’attività. I nuovi strumenti rappresentano una grande opportunità ma se una P.A. decide di presidiare anche il web 2.0 deve essere pienamente consapevole del fatto che “sta passando da un modello di comunicazione verso il cittadino a uno con il cittadino” (cit. Filippo Patroni Griffi).

E’ indispensabile quindi un’analisi approfondita degli obiettivi, delle dinamiche di comunicazione dell’ente, del contesto organizzativo e una valutazione attenta degli impatti previsti. Come sempre per un buon progetto ci vogliono risorse economiche, organizzative e umane coerenti con la meta da raggiungere.