Archives for category: web e pubblica amministrazione

La CIVIT, Commissione Indipendente per la Vigilanza e la Trasparenza e dal 2012 anche Autorità nazionale anticorruzione, ha pubblicato il Rapporto sulla Trasparenza negli Enti Pubblici Nazionali. Obiettivo, oltre che offrire un quadro dello stato della trasparenza amministrativa negli enti pubblici, è segnalare i principali motivi per cui gli obblighi di pubblicazione non vengono rispettati.
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La trasparenza non del tutto trasparente del Comune di Venezia (leggi l’articolo su La Nuova di Venezia).

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“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione….” Non basterebbe l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica per imporre alla PA la realizzazione di siti web fruibili da tutti, anche da chi ha disabilità motorie o sensoriali? L’ultima direttiva ministeriale, invece, riconosce che i siti web della PA sono nel complesso ancora poco accessibili. Provo a elencare qui le principali leggi e linee guida nazionali che regolamentano la materia (so che non sarà un elenco esaustivo, ma accetto suggerimenti :) )

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“Non esiste un sito realmente 2.0, senza che questo abbia alle spalle un organizzazione realmente 2.0″.
E’ la conclusione – lapalissiana nella sua semplicità – di Stefano Epifani nel video “Cosa significa fare un sito 2.0″. Gli enti pubblici che decidono di presidiare il web 2.0 devono essere consapevoli del fatto che “stanno passando da un modello di comunicazione verso il cittadino a uno con il cittadino”, avverte il Ministro Patroni Griffi sul Vademecum “P.A.e social media”. E aggiunge che essere sui social network “non è un obbligo”.

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Da un intervento di Ernesto Belisario a SMAU, alcuni esempi di siti basati su dati open. I nomi sono già un programma: “Where does my money go?” o “They work for you” la dicono lunga sulla distanza che separa l’Italia da UK e USA. Da noi, ancora oggi, alcune PA si insospettiscono alla richiesta di dati aperti, dimenticando forse che dati e informazioni pubbliche sono già – per definizione – di proprietà dei cittadini…

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Volete verificare in modo veloce se il sito web di una P.A. rispetta le regole di Trasparenza e le linee guida indicate dalla normativa italiana? La “Bussola della trasparenza”, il tool inaugurato in primavera dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Ma ci sono dei punti di attenzione…
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immagine della guida Piter "Web 2.0 e Pubblica Amministrazione"
E’ da condividere la guida “Web 2.0 e Pubblica Amministrazione” realizzata nell’ambito del Piano Telematico dell’Emilia Romagna (Piter). Il documento, anche se datato 2010, è un’ottima introduzione al tema. Cerca di rispondere alle domande: le applicazioni Web 2.0 sono significative per il contesto dell’e-government? Quale impatto avrebbe il loro uso? Quali sono le le barriere giuridico/legali all’erogazione di servizi Web 2.0 nella P.A.? Read the rest of this entry »

I cittadini d’Europa dal 1° aprile 2012 potranno partecipare un po’ di più grazie al diritto d’iniziativa, ovvero la possibilità per chiunque di presentare un invito alla Commissione europea perché proponga un atto legislativo in un settore in cui ha la competenza (ambiente, agricoltura, trasporti o sanità pubblica). E la raccolta delle firme potrà avvenire anche per via elettronica. Read the rest of this entry »

Dal 1° gennaio 2012 sono in vigore le modifiche introdotte dall’art. 15 della legge n. 183 (legge di Stabilità) alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive, per “decertificare” il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Cosa va indicato sui siti web delle PA? Read the rest of this entry »

Il Manuale di scrittura amministrativa a cura dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con il Dipartimento di Studi Italianistici dell’Università di Pisa, offre contenuti teorici ed esempi pratici significativi. Un prezioso (e corposo) strumento contro l’antilingua. Read the rest of this entry »

Il caso del falso Sindaco Alemannno su Twitter fa riflettere sulla presenza in Rete di figure istituzionali. Read the rest of this entry »

Il burocratese si può sconfiggere. Ad esempio già dal 1993, a seguito di studi sul tema “leggibilità“, il Dipartimento per la Funzione Pubblica ha approntato il “Manuale di stile” per le pubbliche amministrazioni. Da allora altre guide, circolari, manuali hanno ribadito l’importanza del parlar chiaro,ma l’antilingua è dura a morire..

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Nella Direttiva 8/09 “Linee guida per i siti web della PA” si riflette sul concetto di e-participation, presentato come uno degli elementi qualificanti delle politiche di e-government, in particolare per garantire un migliore accesso ai servizi (e-inclusion) e facilitare, in un’ottica di apertura e trasparenza, la valutazione dall’esterno dell’azione di governo.

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